Silenzio 2016

LA DISCIPLINA DEL SILENZIO di Giuseppe Panariello

E’ il manifesto di ribellione morale. Esso si compone da una serie di morfemi, in apparenza banali, frasi scritte senza un preciso ordine. “SILENZIO” è una nuova disciplina che invita l’uomo alla riflessione prima della parola. Il significato, che mi illudo di dare al sostantivo SILENZIO, parte da un desiderio di esprimere la mia indignazione per quello che è e sta soppiantando il nostro mondo. Non importa quando ha avuto inizio; credo che non sia importante: Le guerre ci sono sempre state, ci sono ancora e ci saranno sempre. SILENZIO = TACERE. Salomone scrisse: “Un tempo per tacere e un tempo per parlare”. Quando è appropriato tacere anziché parlare? Nella Bibbia il sostantivo “SILENZIO” e il verbo “TACERE” ricorrono oltre un centinaio di volte. La situazione in cui queste parole sono usate rivela che rimanere in silenzio è un pregio sotto almeno tre aspetti: il silenzio è un segno di rispetto; un indice di discrezione e discernimento; è un aiuto per la meditazione. A me interessa il terzo aspetto perché si ricevono solo effetti positivi. La meditazione crea l’ambiente adatto per esaminarsi, un presupposto essenziale per diventare persone migliori. Inoltre aiuta ad avere pace interiore. Meditare in momenti opportuni può produrre in noi modestia e umiltà e accrescere il nostro apprezzamento per le cose veramente importanti della vita. Potrei continuare e scrivere centinaia di righi e trascrivere quelli che abbondano nei libri, ma non è questo il significato del mio “SILENZIO”. Posso però rammentare, portare a conoscenza, un racconto breve di Edgar Allan Poe del 1837 che può aiutarmi: “Un uomo si trova all'Inferno dentro un sepolcro in compagnia di Satana. Questi decide di raccontargli una storia che crede sia la migliore di tutte quelle mai raccontate perché ha per protagonista il SILENZIO. Il protagonista della favola si trova in Libia nei pressi di un fiume melmoso di nome Zaire. Le acque sono ricoperte da gigli che sospirano al rumore del vento e tutt'intorno vi è un bosco dove le gocce d'acqua diventano sangue umano alla caduta sulla terra. Il protagonista incamminandosi intorno al fiume scorge un grande masso dove c'è scritto "DESOLAZIONE" e scorge seduto sopra di esso un uomo in vesti romane che fissa la luna tremando e gemendo di sconforto. L'uomo non riesce a capire tale comportamento e dopo un po' comincia ad imprecare in silenzio contro di lui facendo improvvisamente diventare tutto l'ambiente silenzioso e ancora più tetro. Ora anche la scritta sulla roccia è mutata in "SILENZIO" e l'uomo in vesti romane fugge via terrorizzato. Il diavolo ha concluso la sua storia e vedendo il compagno muto ride e impreca adagiandosi sul sepolcro assieme ad una statua di lince animatasi all'improvviso”. Qualcosa del genere dovrebbe verificarsi - adesso, su questo pianeta, dove vivo. L’uomo ha paura del Silenzio. Il Silenzio lo terrorizza, l’ho indebolisce. L’uomo è parola - con essa costruisce il potere: per persuadere, per convertire, per costringere, per comandare. L’uomo senza la supremazia della parola non ha più armi per paragonarsi all’autorità invisibile: (the discipline of silence) - My silence is not yours - It is something very different - Clean out human mentality - And invent another man - Measure words - Follow all rules - Ponder think and act - With a universal mentality - Free and immune from conditioning - Politicians religious groups convenient relatives - Silence to answer consciences - Give moral value to all things - To continue to believe - In this weak humanity - Where everyone invents - His reason his system of beliefs -Silence to reinvent - Life in this world.